La ricetta della Piadina Romagnola
Fatta in casa, sempre calda e a volontà.
Ingredienti
- 1000 g di farina (meglio se Tipo 0)
- 200 g di strutto
- 400 g di acqua calda
- 1 buon cucchiaio da minestra di sale fino
Nata in Romagna, fatta ovunque vogliate!
30-40 minuti
Preparazione
- Versate la farina su una spianatoia formando una fontana e mescolatela con il sale, in modo da darle aria.
- Create una cavità al centro e aggiungete lo strutto.
- Versate un po’ di acqua calda e, aiutandovi con una forchetta, sciogliete completamente lo strutto.
- Aggiungete gradualmente il resto dell’acqua e impastate energicamente fino a ottenere un composto omogeneo.
- Dividete l’impasto in 10-15 pagnottine.
- Stendete ogni pagnottina con il matterello fino a raggiungere uno spessore di circa 2 mm.
Cottura
In mancanza della tradizionale “teggia” (piastra di ferro, ghisa o, anticamente, terracotta), potete utilizzare una padella antiaderente dal fondo in teflon, da scaldare su un fornello a gas.
Quando la teggia sarà ben calda, adagiatevi la piadina.
Durante la cottura, giratela spesso.
Foratela con una forchetta per evitare la formazione di bolle d’aria troppo grandi.
La piadina deve cuocere bene sia all’esterno sia all’interno.
Quando le bolle in superficie risultano leggermente bruciacchiate, la piadina è pronta per essere gustata.
Come farcirla
La piadina si presta a moltissimi abbinamenti:
- Prosciutto crudo
- Salame
- Stracchino e rucola
- Erbe di campo
- Bietole bollite e poi ripassate in padella con olio d’oliva e aglio
- Sardoncini arrosto
- Salsicce alla griglia
- Le nuove generazioni sostengono che sia ottima anche con la Nutella, ma la piadina nasce come alimento povero, utilizzato tradizionalmente in sostituzione del pane.
Note e Varianti
Esistono diverse varianti della ricetta:
- alcuni sostituiscono in parte o totalmente l’acqua con il latte;
- altri aggiungono un pizzico di bicarbonato;
- i vegetariani sostituiscono lo strutto con l’olio.
L’unica variazione storicamente concessa è la sostituzione dello strutto con il grasso residuo della cottura di salsicce o altre carni grasse. Questa usanza conferma l’origine della piadina come piatto povero, preparato con ciò che la “Zdora”, la padrona di casa romagnola, aveva a disposizione.
Se non vi è uscita bene, provate a prestare particolare attenzione alla temperatura della piastra, che deve essere ben calda prima di iniziare la cottura, oppure modificare leggermente le quantità di strutto e acqua, per ottenere una consistenza diversa dell’impasto.

